Gli oggetti che sopravvivranno, gli oggetti che continueremo a considerare utili, sono quelli che saranno progettati per essere destinati a durare e per adeguarsi ai cambiamenti dello stile di vita che conduciamo. E per progettare oggetti destinati a durare e ad adeguarsi ai cambiamenti, con la consapevolezza dell’impatto che le nostre attività hanno sull’ambiente, dobbiamo cominciare a progettare oggetti con identità aperte.
ProgettoFoldyClienteConcorso RilegnoProgettistiFrancesca Nobiletti, Marco VegliaProgettazione2020
Ossia, flessibilità dell’oggetto, come capacità di rispondere a bisogni diversi in momenti diversi. L’identità aperta degli oggetti di design richiede anche flessibilità da parte di chi gli oggetti li usa, una disposizione a manipolarli per trasformarli in altro a seconda del bisogno e del momento. Per questa ragione Foldy è stata progettata innanzitutto a partire da materiali riciclati e riciclabili ed è pensata per essere utile e funzionale non solo nella funzione primaria del trasporto.
La flessibilità di Foldy comincia proprio quando la sua funzione primaria sembra esaurirsi, trasformandosi in un espositore anche facilmente personalizzabile. Quando la sua funzione espositiva si esaurisce, dimostra di nuovo tutta la sua capacità di rispondere a nuovi bisogni: a) si estraggono i pannelli laterali, b) si fissano sul fondo con una cinghia regolabile, c) si piega su se stessa e d) infine si impila, risolvendo il problema dell’ingombro. La circolarità del progetto non è esclusivamente nell’impiego di materiali ma nel suo essere pensata per durare ed essere utile durante tutta la filiera commerciale, dal produttore al venditore al dettaglio. Un oggetto che ha identità aperta è un oggetto capace di dialogare con le contingenze, superarle e fornire una soluzione. Foldy è un oggetto in relazione, inclusivo, privo di un’essenza immutabile, rappresenta idealmente la filosofia della sostenibilità che si basa sulla relazione tra uomo, ambiente e sviluppo.